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Sono nato e cresciuto ad Acqui Terme, un paesone di 20.000 anime che sapeva di tutto, tranne che di città. Per cui, quando, nei primi anni della mia vita venivo portato in “Città” mi sentivo un po’ nel paese delle meraviglie. Le prime città che ho “vissuto” sono state Torino (ci lavorava mio padre) e Genova, vuoi per vicinanza geografica e vuoi perché per un 1/8 il mio DNA arriva dal capoluogo ligure.Un altro legame con Genova è la musica: amo la poesia di DeAndré e adoro il Prog Rock, in cui Genova si è posta come avanguardia a livello non solo nazionale

Ho 36 anni, per cui i primi ricordi, seppur vaghi, sono antecedenti la rivoluzione urbana del 1992 e devo dire che la città è cambiata veramente tanto, da porto ad attrazione turistica. Sotto certi punto di vista qualcuno potrà dire che si è un po’ standardizzata, sotto altri punti di vista in alcune zone sono effettivamente rinate.

Ora di punta: tre navi si avvicinano al porto di prima Mattina

 

L’idea dietro a “Genova vista dal cielo” inizia prendere forma nel 2010, agli inizi della mia esperienza in fotografia aerea, ma per una serie di motivi che non sto a raccontare, i primi voli su Genova sono iniziati ben 4 anni dopo.

Genova si adatta veramente bene a progetti fotografici, è una città “imprevedibile”, che è in grado di sorprendere continuamente anche chi come me la frequenta da una vita.

Nel 2014 finalmente durante una sessione di scatti sulla Riviera, iniziai timidamente a volare sulla città. Eravamo in aereo e quando la torre di controllo ci ha autorizzati al sorvolo l’emozione è stata enorme.

Fino ad allora avevo sorvolato solamente campagne, costa e piccoli centri, mai un capoluogo di regione.

Era mattina presto ad inizio settembre, quando siamo decollati il sole doveva ancora sorgere e l’aria era fresca. Dopo circa 20 minuti, scollinato il Turchino, ho iniziato ad intravvedere la tipica forma della costa Genovese. Avevo già volato molte volte dall’aeroporto Cristoforo Colombo, per cui non è stato un problema orientarmi.

Rispetto ai voli su spazi ampi (ero reduce dalla pubblicazione di Vigne in volo, in cui avevo sorvolato in lungo e in largo ben tre provincie) la città mi ha colto un po’ di sorpresa  perché era tutto tanto, troppo vicino. Eravamo in aereo e volavamo a circa 170 km/h, per cui i soggetti si avvicinavano e allontanavano velocemente. In una virata a 360° si riusciva a coprire tranquillamente tutto il centro storico.

La cattedrale illuminata dalle prime luci del giorno, mentre la città lentamente si risveglia

 

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La città era deserta, le scuole ancora chiuse, era sabato, per cui non c’erano nemmeno i pendolari ed era ancora troppo presto per andare in spiaggia. L’unico movimento erano tre grosse imbarcazioni, una nave da crociera e due traghetti, che a poca distanza stavano avvicinandosi al porto. Ci siamo avvicinati e iniziammo a fotografare Genova dal Mare, in volo.

Poi è stata la volta del centro storico: via XX, piazza de Ferrari, un po’ di panoramiche, Boccadasse, Albaro. Fotografie che nonostante il carattere esplorativo della missione sono risultate talmente buone da essere inserite all’interno del libro.

Dopo un paio d’ore lasciammo Genova per la Riviera di Ponente dove dovevamo scattare altre foto. Lo stesso giorno però siamo ritornati sia a centro giornata che la sera.

Avevo le prime 2000 foto per iniziare il progetto.

Per completare il libro si sono rese necessarie un’altra sessione in aereo, e 3 sessioni in elicottero, che vi racconterò in un prossimo articolo.

Via Assarotti illuminata dalla luce calda del primo mattino

 

Dal punto di vista editoriale il libro “Genova vista dal cielo” è stato una sfida. La prima stesura era di oltre 500 pagine. Genova, a differenza di altre città fotografate nello stesso periodo (Torino e Milano) ha molte identità, molti “centri” per cui creare un’opera equilibrata tra il centro storico con i vicoli, i carruggi, il porto antico e tutti gli altri cuori della città, da Voltri a Nervi, non è stato affatto facile. Inoltre a complicare il tutto ci si sono messi anche altri soggetti che non avrebbero potuto mancare: I forti.

Via XX settembre attraversa il centro e arriva sino in piazza De Ferrari

 

Così dopo una prima stesura ridotta a 240 pagine, il cui risultato non mi soddisfaceva, abbiamo deciso di posticipare l’uscita del libro, prevista tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, a data da definirsi.

L’importante per me era creare “Il” libro su Genova e non un prodotto dozzinale.

Per cui tra il 2015 e il 2016 ho rivisto l’archivio fotografico alla ricerca di scatti alternativi, ho ri-sviluppato praticamente tutte le fotografie abbiamo fatto riscrivere le didascalie da zero. In pratica della stesura originale non è rimasto più nulla.

Lo sviluppo delle fotografie è stato il più fedele possibile alle condizioni di ripresa, non ho voluto colpire con effetti speciali, ma rendere un ritratto il più fedele possibile di Genova, della sua storia e di conseguenza delle centinaia di migliaia di persone che la abitano e l’hanno abitata nella sua storia millenaria.

Spero che il racconto della città attraverso il mio sguardo vi affascini tanto quanto ha affascinato me il volare su una città unica al mondo, tra le più belle e allo stesso tempo complessa città italiane.

Se avete qualche curiosità, scrivetela nei commenti, sarò lieto di rispondere.

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  • Roberto

    Ho appena ordinato il volume.
    Non ho dubbi sulla qualità perchè le foto aeree già pubblicate sul numero di Meridiani dedicato a Genova dello scorso anno erano splendide.