Raccontare una storia per immagini è molto meno semplice di quanto possa sembrare, soprattutto utilizzando un mezzo quale la fotografia aere che nonostante mesi di pianificazione costringe spesso a prendere decisioni importanti in corso d’opera. Non si può mettere in scena nulla, se non conoscere i luoghi e tentare di immaginarli per come si presenteranno una volta in volo. Per Milano vista dal cielo volume II questo problema non si è presentato, avendo già volato più e più volte sulla città, conosco molto bene la sua disposizione geografica, ma questa “semplicità”del conoscere già il territorio mi ha creato le preoccupazioni più grandi.

Lo "Storto" e Chinatown

Partiamo dall’inizio. Milano vista dal cielo “volume I” uscito nel 2014 e aggiornato ad inizio di quest’anno con una nuova edizione, è stato un libro di estremo successo, probabilmente il più venduto in Lombardia nel settore fotografico, e uno tra i più venduti in Italia, dietro a mostri sacri come McCurry e Salgado.

Interno della Galleria Vittorio Emanuele II

Un libro, nel suo piccolo, in grado di creare aspettative tra il mio pubblico e ansie a me. Volevo evitare di “imitare me stesso” creando un doppione, sicuramente valido dal punto di vista commerciale, ma un tradimento in quel agreement tra pubblico e autore.

Quando un progetto riesce bene, dare un seguito non è così semplice, anzi è molto più complicato.

Ho vissuto le immagini scattate per il primo volume per quattro anni quasi quotidianamente ed ero consapevole che questo avrebbe potuto condizionarmi portandomi a ri-scattare le stesso foto, probabilmente meglio, ma senza aggiungere alcunché al racconto, mentre la mia intenzione era proprio quella di raccontare un’altra storia.

Per cui, prima di tutto circa un anno fa ho iniziato ad immaginare come avrebbe potuto essere un seguito, e per togliermi la tentazione di creare un doppione ho aggiornato il volume I rendendolo attuale con l’inserimento di alcune foto nuove in sostituzione di foto datate dal febbrile cambiamento che sta trasformando alcune zone della città.

Il Duomo e lo Stadio

Per il nuovo libro ho deciso di estremizzare i punti di vista. Se il volume I usava un linguaggio “ne troppo vicino, ne troppo lontano” in questo nuovo lavoro ho voluto giocare sull’opposto. Alcune fotografie d’insieme a quota elevata per rendere omaggio allo sviluppo della città e particolari ingranditi grazie all’uso di un potente teleobiettivo, per esaltare le situazioni, le scene di vita.

Il lavoro più importante, almeno dal mio punto di vista, è stato il mettere in relazione le varie anime della città creando prospettive compresse, come nella foto della Madonnina in copertina.

Piazza Gae Aulenti

Ho voluto inserire più anime della città all’interno dei singoli scatti, così da esaltarne sia le differenze che i tratti di continuità. Così un primo piano dello “storto” si trova proiettato su via Paolo Sarpi e la China Town ripreso da sud, o nella stessa inquartatura del Duomo se ripreso da Ovest, lo stadio di San Siro contrapposto alla silhouette del Duomo o la Madonnina ai grattacieli di Porta nuova o al castello sforzesco, una specie di dialogo tra le anime della città.

Spero possiate apprezzare il risultato ottenuto, se avete curiosità scrivete nei commenti, sarò felice di rispondervi.

Torre del Filarete e Via Dante