Il percorso che ho intrapreso quasi dieci anni addietro, raccontare il territorio attraverso la fotografia aerea, oltre a richiedere infinito tempo e grandi sacrifici, ha il lato positivo di permettermi di volare su luoghi incantevoli, che mettono in dubbio la mia “fede” agnostica. Tanta bellezza non può essere frutto del caso; pensieri e meditazioni che non possono che sorgere spontanei ammirando la bellezza naturale del Lago di Como. Un luogo unico in Italia, il terzo lago per dimensioni, il più profondo e quello dannatamente più difficile da fotografare.

Questa difficoltà mi ha portato ad annullare, dodici mesi fa, l’uscita del libro e a rifarne metà perché non soddisfatto del risultato. Fotografare territori, rispetto a grandi centri urbani, comporta il rischio di creare un racconto ripetitivo. Se nelle città è facile individuare i “must have” nei territori è decisamente più complicato, soprattutto su un territorio articolato come un lago circondato da montagne alte fino a 2400 metri.

Per quanto la fotografia aerea conceda libertà inimmaginabili per chi è abituato a scattare da terra, comporta altre difficoltà, tra cui la quasi impossibilità di fotografare da quote basse vette di altezza importante, soprattutto in un contesto ristretto quale il Lago di Como: diventa quasi impossibile lasciare fuori dalla composizione le ali (in caso di aereo) o il rotore (in caso di elicottero), problematica che si acuisce se si cercano giochi con focali medio-lunghe in un contesto ristretto come quello del lago o di Valli Alpine.

Un’altra difficoltà risiede nel trovare la luce, la conformazione del territorio lo rende tanto bello quanto complicato perché le vette hanno la “brutta abitudine” di proiettare la loro ombra su quello che le circonda, quindi per trovare la corretta illuminazione ho dovuto pianificare quasi al minuto le varie sessioni, avvalendomi di software in grado di predire ogni singolo giorno dove queste ombre sarebbero cadute.

Nella prima stesura mi sono concentrato sul lago, sui paesi che lo circondano, quasi ignorando le montagne, che diventavano contorno, senza avere un ruolo proprio.

Per quanto località quali Bellagio, Menaggio, Como, Lecco, Torno, Colico siano meta dei turisti e orgoglio dei residenti, non sarebbero così iconiche se non grazie alla splendida cornice paesaggistica regalata dalle vette, tra cui le Grigne, i Corni di Concrezzo, il monte Crocione.

Ho effettuato in tutto 4 sessioni, con 8 voli, dall’alba al tramonto, con il sole e con la foschia. Ricercavo una varietà di luci e di colori per immortalare il paesaggio e rendere tridimensionale l’opera.

Chi conosce i miei lavori sa che prediligo scattare a bassa quota, per mettere in risalto i particolari del quotidiano da una prospettiva differente, ma per il lago sarebbe stato limitante, in quanto si sarebbe persa parte della contestualizzazione, per cui, un paio di sessioni sono state riprese a quote comprese tra i 2500 e i 4000 metri in modo da dare anche una visione d’insieme.

Ovviamente nel volo non potevano mancare le Ville (a dire il vero avrei potuto farne un libro dedicato), le città e i borghi, luoghi di un tale richiamo da essere spesso immortalati in pellicole Blockbuster, tra cui le saghe di Guerre Stellari e 007 o per film di autori quali Sergio Leone e Luchino Visconti.

Martedì, finalmente, dopo 2 anni di fotografie e editing esce il libro “il Lago di Como visto dal cielo”, che si va ad aggiungere al Lago Maggiore, uscito nel 2017.

La prossima primavera inizierò a scattare sui laghi di Garda e Iseo, così da completare la serie sui principali laghi alpini Italiani… mentre per tutti gli altri ci sarà spazio in un altro progetto di cui ti parlerò nelle prossime settimane.

Spero di aver reso, almeno in parte la bellezza, la storia e particolarità di un così bel territorio. Spero potrai apprezzare alcuni scatti tra quelli inseriti nel libro e se hai qualsiasi curiosità, contattami, sarò lieto di rispondere.